TeatroStudio Master Class

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pratiche teatrali per la cura della persona

ideato, organizzato e diretto da gabriele vacis roberto tarasco

con barbara bonriposi matteo volpengo

curatore del progetto daniele muratore per ATS Motus/Solot

partner KHORATeatro fattiditeatro senzacravatta

PROGRAMMA

Il progetto riguarda la FORMAZIONE DI FORMATORI, in particolare formatori che lavorano ed utilizzano le tecniche teatrali in altri campi (sociale, scuola, medico…).

TeatroStudio Masterclass prevede lezioni pratiche e teoriche per un gruppo massimo di 15 persone, a cui si aggiungono una serie di possibili uditori (studenti, docenti, operatori di spettacolo dal vivo…).

 Il progetto prevedere 3 sessioni di lavoro distribuite nell’arco di 6 mesi.

 La prima sessione, condotta da Gabriele Vacis, accompagnato dal suo staff, avrà la durata di 5 giorni (da lunedì 30 gennaio a venerdì 3 febbraio 2017).

Nelle lezioni teoriche verranno presentati filmati e spettacoli curati dallo stesso regista,che trattano i temi della migrazione, della sicurezza, della bellezza. Gli incontri saranno aperti a tutta la cittadinanza.

Nelle lezioni pratiche Vacis inizierà il lavoro di training e recitazione che proseguirà nella seconda sessione.

Nella seconda sessione, della durata di 6 giorni da venerdì 12 maggio a mercoledì 17 maggio 2017, si proseguirà il percorso pratico avviato nel mese di febbraio con barbara Bonriposi, e si inizierà ad impostare il lavoro per la terza sessione.

La terza sessione, della durata di 5 giorni dal 24 maggio al 28 maggio 2017, culminerà nella presentazione pubblica del lavoro svolto, nell’ambito del festival #W&W Orto Sociale di Casa Betania il 28 maggio.

 LINK UTILI PER AVERE INFO SUL LAVORO DI GABRIELE VACIS:

 UNO SCAMPOLO DI PARADISO:

 LA PAURA SICURA:

https://vimeo.com/album/4235071

 LA BELLEZZA

https://vimeo.com/album/3385081

PROGETTO

Nel secolo scorso era di moda un dibattito che contrapponeva il teatro e lo spettacolo. Erano tempi di contrapposizioni: il teatro contro lo spettacolo, l’arte contro il mercato, il processo contro il prodotto… Quello che è accaduto negli ultimi anni è una sorta di “compensazione”. Per capirci: la globalizzazione marcia sui McDonald, ma contemporaneamente nasce e cresce SlowFood. Credo che nel teatro stia accadendo qualcosa del genere: da una parte lo spettacolo sta assumendo dimensioni impensabili fino a pochi anni fa. Dall’altra il parateatro, il teatro come servizio sociale, il teatro di comunità e di inclusione, assumono dimensioni forse insperate dagli stessi maestri che li hanno fondati. Le tecnologie permettono uno sviluppo dell’entertainment che coinvolge fisicamente lo spettatore. Mutano radicalmente i tempi e gli spazi dello spettacolo. E’ una bella sfida governare queste esplosioni spettacolari, che non sono più ambienti, ma iper-ambienti. Non più ambientazioni in scala ridotta, ma fenomeni di incremento della scala, realtà aumentata. Tutto molto divertente e appassionante. Per contro il teatro, incalzato dalla tecnologia, può finalmente permettersi di abbandonare all’entertainment i suoi caratteri più spettacolari per rivolgersi alla cura della persona. Oggi c’è molta più gente che fa teatro, che danza, di quanta non vada a vederli teatro e danza. E’ una buona notizia.

Gli ultimi decenni di ricerca hanno utilizzato le tecniche del teatro per l’integrazione dei disabili, per la narrazione medica, per il recupero delle periferie disagiate… Il lavoro dei più significativi artisti contemporanei non percepisce più l’azione sociale come un dovere ideologico o una caritatevole elargizione. L’inclusione è ormai la poetica di molti tra gli attori, registi, drammaturghi più innovativi. Questa realtà comporta un mutamento radicale delle figure stesse dell’attore, del regista e del drammaturgo. Un loro ripensamento profondo. Il grande interprete di culto, l’esclusivo oggetto del lusso popolare, avrà sempre il suo posto nel cuore del grande pubblico, continuerà a parlare ai propri spettatori. Ma già da decenni questo fenomeno riguarda più che altro il cinema, la musica, lo sport… In teatro, gli spettatori, potendo essere sempre più attivi, genereranno, stanno già generando, nuove figure di attori indirizzate all’azione con le persone, a livello sociale e civile. Questi attori non parlano agli spettatori, agiscono con interlocutori consapevoli. Lo stesso discorso vale per la drammaturgia. L’accesso alla scrittura attraverso i social network, produce narrazioni finora sconosciute. Naturalmente questo porta con sé un pericolo: se tutti possiamo fare il teatro non servono più gli artisti… Siamo tutti artisti. Non è così. La bellezza nuova nasce dalla comprensione di artisti e persone. E questo vale sia per il grande enterteinment che impiega migliaia di figuranti in scena, sia che parliamo di inclusione sociale e di teatro di comunità. L’attore, il regista, il drammaturgo che serve adesso è una agente della comprensione.

Gabriele Vacis

La Master class pratiche teatrali per la cura della persona nasce dalle esperienze di Gabriele Vacis, Roberto Tarasco, Antonia Spaliviero e il gruppo vasto di collaboratori che li hanno seguiti in questi anni. Dalle varie edizioni di SCHIERA, metodo di allenamento all’attenzione, ai laboratori che sono confluiti nel film “La paura siCura”, dalle pratiche con i disabili fisici e psichici fino al progetto ideato da Antonia Spaliviero e realizzato con il Ministero della Gioventù, la Regione Piemonte e il Teatro Stabile di Torino CERCHIAMO BELLEZZA.