2007

Prigionieri d’Amore

Allo stesso modo di un ciclista in fuga sono fuggiti gli ultimi venti anni della nostra vicenda umana e artistica : testa bassa e pedalare! Arriva, però, un momento della gara e, dunque, della vita in cui nasce l’esigenza di voltarsi indietro, di fare il punto della situazione, riflettere sul percorso compiuto per meglio comprendere la direzione da inforcare. Vent’anni di spettacoli, studio, ricerca, anticamere, resistenza, attraversati da frequentazioni importanti, avventure esaltanti, momenti anche difficili. Flaiano, Durrenmatt, Campanile, Fo, Pirandello, Strindberg, Boll sono alcuni tra i nostri numi tutelari conosciuti e rappresentati in centinaia di recite con la complicità, l’impegno e la dedizione di diecine e diecine di artisti e tecnici che hanno fatto la storia del nostro gruppo. “Prigionieri d’amore” è uno sguardo all’indietro, una cavalcata appassionante e mai malinconica, il modo più bello, insomma, per compiere i vent’anni di palcoscenico. Uno spettacolo diretto e interpretato da Michelangelo Fetto e Tonino Intorcia, tra i fondatori storici del gruppo che, prigionieri di quest’arte meravigliosa, propongono una carrellata di personaggi e storie, con la gioia assoluta di chi è consapevole che fare questo lavoro dà la possibilità di godere di una, dieci, cento vite….. e scusate se è poco!

Regia: Michelangelo Fetto, Antonio Intorcia

Interpreti: Michelangelo Fetto, Antonio Intorcia

Scene: Non Disponibile

Costumi: Solot

Realizzazione scene: Non Disponibile

Aiuto regia: Non Disponibile

Direttore di scena: Non Disponibile

Disegno luci: Non Disponibile

Tecnico luci audio: Non Disponibile

Scheda Tecnica: Non Disponibile

Distribuzione: Non Disponibile

Musica: Non Disponibile


IL PONTE

IL PONTE di Michelangelo Fetto e Alessia Rocchi

con Antonella Manzo e Antonio Tizzanino direzione di scena Paola Fetto costumi Daniela Donatiello organizzazione generale Antonio Intorcia regia Michelangelo Fetto

Il Ponte, è uno spettacolo che vuole costituire un collegamento ideale e fantastico tra la Benevento di oggi e quella del Ducato, trovando la sua ambientazione ideale sul ponte Leproso, antico valico d’ingresso -di epoca romana – della città; protagonisti della pièce il custode del museo della città ed una donna bellissima che potrebbe essere o non essere una principessa longobarda. I due daranno vita ad una sorta di racconto, di chanson de geste del ciclo longobardo. La principessa in questione è Adelperga, sorella di Ermengarda e moglie di Arechi, che tanto impulso diede all’arte e alle lettere, basti pensare alla importantissima Historia Longobardorum di Paolo Diacono che era il suo consigliere culturale. Un racconto fatto di suggestioni mitiche, ma anche di episodi storicamente accertati, nell’evidente tentativo di offrire al pubblico la rivelazione fondamentale di una grandezza che fu e che paradossalmente, forse si ripercuote in modo negativo sui discendenti di quell’antica e nobile razza guerriera, sotto la forma di una mentalità votata alla sconfitta e all’isolamento sociale, politico e culturale. In questo senso Il Ponte vuole costituire un contributo alla comunità, non solo in termini di puro intrattenimento, ma nello spirito del giusto recupero delle proprie radici e della propria identità culturale tante volte sottovalutata. L’ambientazione logistica dello spettacolo, il Ponte Leproso, si inquadra nell’apprezzabile tentativo, da parte della direzione artistica, di recupero del senso originario del Festival: di fare della città e dei suoi palazzi, delle sue strade e dei suoi numerosi monumenti il palcoscenico ideale di rappresentazioni ed eventi.