1998

Mascherine

Michelangelo Fetto

MascherineArlecchino, Pulcinella, Colombina, Balanzone, le maschere della Commedia dell’Arte impegnate in un’esilarante messinscena scritta apposta per il pubblico dei bambini delle scuole e che in una scuola è ambientata. Come erano da bambini i nostri personaggi? Erano bambini studiosi e diligenti? Oppure erano dei furfantelli in erba? Lo scopriremo con Mascherine, ispirato al fantastico mondo della Commedia dell’Arte, popolato da personaggi incredibili provenienti da ogni zona della nostra bella Italia, impregnati di magiche atmosfere dai contorni ad un tempo stesso fiabeschi e popolari. Uno spettacolo all’insegna del divertimento fresco ed intelligente. Particolarmente adatto per il pubblico delle scuole elementari ( 6- 10 anni). Lo spettacolo si avvale di una scenografia facilmente trasportabile e montabile nei locali scolastici. Le produzioni per il Teatro Ragazzi della SOLOT Compagnia Stabile di Benevento sono caratterizzate da un alto livello di comprensione e godibilità da parte dei bambini, grazie all’intenso lavoro di scrittura basato sulla ricerca della sintonia con i loro moduli cognitivi ed espressivi. Il risultato finale è uno spettacolo semplice e divertente che lancia a piccoli – ma esigenti – spettatori dei messaggi chiari e precisi. Mascherine, in particolare, con l’ausilio delle maschere e del travestimento, offre ai bambini – proprio in quell’età mentale in cui iniziano a decontestualizzare – la possibilità di cogliere la differenza tra realtà e finzione scenica, tra personaggio ed attore. Le maschere della Commedia dell’Arte, inoltre, possiedono il grande vantaggio di rappresentare dei caratteri universali, ben distinguibili e percepibili, che danno modo di cogliere con chiarezza i valori che lo spettacolo vuole trasmettere. Questi personaggi da un lato divertono ed immergono i bambini nel mondo dell’artificiale e dell’immaginazione teatrale, dall’altro li guidano, con dei messaggi che risultano ben forti e diretti, in ciò che si deve e non si deve fare nella realtà.

Regia: Michelangelo Fetto

Interpreti: Assunta Maria Berruti, Vincenzo De Luca, Tiziana Maio, Linda Ocone

Scene: Antonio Intorcia, Vincenzo Maria Capua

Costumi: Sartoria Di Domenico

Realizzazione scene: Antonio Intorcia, Antonio Palumbo

Direttore di scena: Paola Fetto

Distribuzione: Solot Compagnia Stabile di Benevento


Viva Cirano_01Viva Cirano

Il seme: una amore così grande! Il frutto: un’esplosione di colori, suoni, entusiasmo e passione. Cirano di Bergerac, (atto II scena VIII) all’invito di Le Bret a condurra un’esistenza meno “esagerata”, a mettere da parte questo suo animo da moschettiere, risponde che la vita per lui è “… cantare, ridere, sognare, essere indipendente, libero, guardare in faccia alla gente e parlare come mi pare, mettermi – se ne ho voglia – il cappello di traverso, battermi per un sì, per un no o fare un verso! Lavorare, senza curarsi della gloria o della fortuna, a un viaggio cui si pensa da tempo, magari nella luna!!!”. Parole bellissime, una sorta di solenne giuramento, di paradigma programmatico (insieme al Firintotetivo) più che mai necessario alla necessaria “evasione” dal quotidiano grigiore. Trenta ragazzi impegnati a divertirsi e a divertire: suonando, cantando, ballando, declamando versi, recitando scene per le vie cittadine che saranno, sia pure per pochi minuti, TEATRO, e quindi, pure loro qualcosa di diverso dal solito; trenta ragazzi desiderosi di mentire, di smentirsi, di essere quello che non si è perché se ne ha abbastanza di essere quello che si è, trenta ragazzi desiderosi di recitare per conoscere se stessi, o perché si conoscono già troppo; trenta ragazzi desiderosi di recitare parti di eroi, perché si sentono un po’ vili, parti di santi perché si sentono dei peccatori e parti di assassini perché hanno voglia di ammazzare il prossimo; trenta ragazzi desiderosi di recitare perché sono dei bugiardi sin dalla nascita, perché amano la verità e la odiano nello stesso tempo, ma soprattutto trenta ragazzi desiderosi di recitare perché diventerebbero pazzi non recitando…

Viva Cirano_02Regia: Michelangelo Fetto

Interpreti: gli allievi di Teatrostudio

Scene: non disponibile

Costumi: sartoria Di Domenico

Realizzazione scene: non disponibile

Aiuto regia: A cura di: Michelangelo Fetto, Silvana Giordano, Antonio Intorcia

Direttore di scena: Organizzazione: Paola Fetto, Annarita Marotti

Disegno luci: non disponibile

Tecnico luci audio: non disponibile

Scheda Tecnica: non disponibile

Distribuzione: non disponibile

Musica: non disponibile


Emigranti_01Emigranti

Slawomir Mrozek

XX è un proletario di grezza istintività e di probabile estrazione contadina, mentre AA è un intellettuale amareggiato e deluso. I due coabitano in un misero sottoscala dall’arredo sommario e squallido. Sulla parete di fondo si profila un fitto intreccio di cavi elettrici e di tubi di scarico. Dai loro discorsi, dalle voci e dai rumori che provengono dall’appartamento sovrastante e dall’esterno si percepiscono le vibrazioni ostili di una città straniera. Ciò che accomuna i due uomini, oltre al precario alloggio, è il fatto che sono entrambi emigrati dallo stesso paese. E’ una dolente schermaglia, aspra e ironica assieme, che contrappone lungamente e tenacemente i due protagonisti, esponenti di due classi o quantomeno di due categorie sociali profondamente diversificate dalle rispettive tradizioni, abitudini, culture e tensioni interiori. I loro modi, i loro linguaggi sono diversi, l’attrito fra le loro sensibilità ingenera, ad ogni volgere di scena, sospetti e incomprensioni, il cui denominatore comune resta pur sempre un vago sentimento di nostalgia.

Emigranti_02Regia: Antonio Intorcia e Michelangelo Fetto

Interpreti: Antonio Intorcia e Michelangelo Fetto

Scene: Solot Compagnia Stabile di Benevento

Costumi: Annarita Marotti

Realizzazione scene: non disponibile

Aiuto regia: non disponibile

Direttore di scena: Paola Fetto

Disegno luci: Antonio Intorcia

Tecnico luci audio: Michele Pietrovito

Scheda Tecnica: non disponibile

Distribuzione: Solot Compagnia Stabile di Benevento