1995

Agriteatro

Autori vari

“Un trattore con braccio meccanico per la raccolta dell’albero delle pere, con alla sommità una sorta di balconcino, si trasformerà all’improvviso nel luogo poetico dell’amoroso colloquio shakespiriano tra Romeo e Giulietta. Anche in questa trasformazione starà la suggestione della contaminazione tra due diverse rappresentazioni, ma strettamente collegate. Lo spettacolo di attività reali di vita della campagna, relative alla coltivazione dei pomodori o dell’uva, all’allevamento del bestiame, alla produzione di vino o di formaggio, si intreccerà con uno spettacolo più propriamente teatrale, che tenterà di recuperare tutti i possibili spunti del primo. Ecco allora, oltre a interventi di veri cantastorie locali, delle scene campagnole del Ruzzante, via via, lungo la storia varia e ricca del teatro, si arriverà a Mrozek col suo “Il tacchino”, probabilmente si adatteranno pagine della “Fattoria degli animali” di Orwell e sarà seguita dalla fiaba musicale “Pierino e il lupo”di Prokofiev vicino ad un grande recinto di animali e volatili, mentre il monologo “Fa male il tabacco” di Cechov potrebbe venire recitato e cantato accanto a chi dimostra come si conciava e si concia il tabacco. Il tutto per due serate in una vecchia piazza del centro storico di Benevento arredata come l’angolo di una fattoria, come una sorta di presepe agricolo. Due serate tra memoria e presente, per riflettere su tradizioni e rinnovamento, attorno ai due aspetti complementari e opposti della vita di campagna, le piante e gli animali”.

Ugo Gregoretti Regia: Ugo Gregoretti

Interpreti: Michelangelo Fetto, Silvana Giordano, Antonio Intorcia, Nello Mascia, Pietro Bontempo, Cloris Brosca, Loredana Giordano, Renato Giordano e gli allievi di Teatrostudio

Aiuto regia: Alessandro Perriello


Le Formicole Rosse

Domenico Rea

“Chi sono le formicole rosse?” La risposta, che sembra difficile alla lettura del testo sorprendente di DOMENICO REA, si chiarirà probabilmente alla sua messa in scena, lasciando aperta una possibile interpretazione. Quella più vicina e consona ai tempi difficili e volgari che oggi attraversiamo mi sembra la seguente: le FORMICOLE ROSSE sono l’umanità dolente, lontana dalle scelte e a sua volta strumento di scelte che le piovono addosso e condizionano la sua esistenza. Rea ovviamente pensava all’umanità di Napoli, alle sue fantasmagoriche strategie di sopravvivenza. Ha voluto però indicare un obiettivo preciso, per la sua satira, personificandolo in quel presidente di Tribunale che vuole a tutti i costi accaparrarsi la sua sedicente Marietta, splendida ed ambigua maschera napoletana, così “colomba, fiorellin del prato…” e al contempo “troia”, così pudicamente poco virtuosa,insomma. Vuole accaparrarsela “con tanto di carta”, cioè all’apparente, piena di legalità. Il messaggio graffiante e sornione di REA è ancora forte, è anzi attualissimo oggi, in questo bailamme che si fa intorno alla giustizia. E se tutto finisce in tragedia, anzi in tragica farsa, è forse perché l’autore ha voluto lanciare un monito con il suo personalissimo stile antiretorico. Non a caso, pensando alla prima edizione di “FORMICOLE ROSSE” nel 1948, REA scrive:”per giungere al palcoscenico questo lavoro ha bisogno di amore e compassione”.

Regia: Alessandro Perriello con la supervisione di Ugo Gregoretti

Interpreti: Nello Mascia, Cloris Brosca, Pietro Bontempo, Loredana Giordano, Michelangelo Fetto, Antonio Intorcia, Silvana Giordano

Scene: Francesca Ocone

Costumi: Luca Giannola

Realizzazione scene: non disponibile

Aiuto regia: non disponibile

Direttore di scena: non disponibile

Disegno luci: non disponibile

Tecnico luci audio: non disponibile

Scheda Tecnica: non disponibile

Distribuzione: Solot Compagnia Stabile di Benevento

Musica: Gennaro del Piano


Pensaci spettatore

liberamente ispirato a Pirandello Regia: Antonio Intorcia e Michelangelo Fetto Interpreti: Michelangelo Fetto, Silvana Giordano, Antonio Intorcia, Antonio Palumbo Tecnico luci audio: Michele Pietrovito