marzo, 2016

18mar20:30LA VENERE DEI TERREMOTI

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18 marzo 2016 ore 20,30

Roberto Azzurro

La Venere dei terremoti

Il cimento amoroso di Luigino Impagliazzo e Fortuna Licenziati

scritto da Manlio Santanelli

e raccontato da Roberto Azzurro

Dopo anni di frequentazioni con il teatro e la narrativa di Manlio Santanelli, Roberto Azzurro decide di portare in scena “La Venere dei terremoti”, sfida davvero audace, trattandosi di un lungo racconto nato per la pagina scritta, la cui storia, sottotitolata come Il cimento amoroso di Luigino Impagliazzo e Fortuna Licenziati, si svolge a Napoli, tra le impervie e suggestive strade di una città vivace e coinvolgente, così come suggestiva e allo stesso tempo coinvolgente è la scrittura che l’autore utilizza per questo racconto. Iperboli linguistiche da montagne russe, costruzioni sintattiche da fuochi d’artificio.

Un viaggio dunque, come all’interno di una navicella di un arcobalenatissimo otto volante, a tutta velocità per le strade di Napoli, innanzitutto. Ma viaggio è anche quello che l’autore ci conduce a fare tra le impervie acrobazie emotive e di certo poco razionali della psiche del protagonista. E un viaggio che, senza essere da meno ai grandi pittori o ai grandi scultori, Santanelli ci fa compiere sul meraviglioso corpo di Fortuna Licenziati, tra seni da “lupo fuori dal bosco”, glutei/pandori e gambe/colonnato di marmo di Carrara, insomma una donna da mille e una notte che condurrà inconsapevolmente (inconsapevolmente?) Luigino Impagliazzo al viaggio finale verso la pazzia.

Un racconto di parole spericolate, di acrobazie verbali, di atmosfere reali eppure oniriche. Di immagini di donne vagheggiate, di musiche e immagini familiari e sconosciute, accorate e pericolose. Un piccolo viaggio nella suggestione del racconto come forma di comunicazione, la più antica, la più contemporanea, la più rischiosa, la più seducente.

Il racconto si snoderà attraverso la parola che si fa senso e suono e immagini  verbali che a tratti ci lasceranno intravedere il protagonista della storia, il vivace eppur malinconico Luigino Impagliazzo, ,proiettandoci quasi nella sua testa, nella sua immaginazione, a tu per tu con il turbolento circo colorato e un po’ folle che si scatena nella psiche di un piccolo uomo innamorato di una fin troppo bella “femmina”.

Lo spettacolo si colloca nell’ambito della progettualità di Azzurro relativa alla parola scritta che diventa parlata, dunque alla letteratura che diventa teatro. L’incontro tra il Narratore e il protagonista della storia Luigi Impagliazzo avviene sotto gli occhi degli spettatori, mentre un caliedoscopio di immagini verbali, come fuoriuscite dalla psiche del protagonista, lo investono e lo rivestono di continuo.

Una produzione EVENTI MEDITERRANEI e ORTRENSIA T

Quando

(Venerdi) 20:30

Location

Mulino Pacifico

via Appio Claudio