Alberto Patelli e Pietro de Silva
Ricordate Virgilio? Le Bucoliche? Melibeo e Titiro? Niente a che vedé! Avrebbe detto, alla maniera ciociara, Firmino uno dei protagonisti dello spettacolo, uno dei due pastori del titolo.
Uno spettacolo estremamente divertente ma non solo. Ambientato sui monti che non sempre e non per forza devono evocare per la vicinanza al cielo purezza di sentimenti, angioletti e cherubini.
Il testo parla della solitudine attraverso i continui litigi di due pastori - Carmelo e Firmino - alle prese con pecore, formaggi, aggressioni di lupi e, soprattutto, con se stessi.
L’insoddisfazione perpetua, il mal di vivere, l’impossibilità della comunicazione sono i temi svolti dai protagonisti attraverso vicende tragicomiche e grottesche. Una pièce, dicevamo, estremamente divertente, firmata da Pietro De Silva, un attore (da ricordare la sua interpretazione ne “ La vita è bella” al fianco di Benigni)- autore fra i più interessanti della nouvelle vague del teatro italiano.
In scena Michelangelo Fetto e Tonino Intorcia che per la preparazione dello spettacolo andranno a vivere in un capanno a Bocca della Selva, ridente località dell’entroterra beneventano, pascendosi esclusivamente, per i discorsi soliti di affezionamento al personaggio, di latte di capra e fiori di montagna.
Regia: Michelangelo Fetto
Interpreti: Michelangelo Fetto, Tonino Intorcia
Scene: Daniela Donatiello
Costumi: Daniela Donatiello
Realizzazione scene: Daniela Donatiello
Direttore di scena: Paola Fetto