Slawomir Mrozek
XX è un proletario di grezza istintività e di probabile estrazione contadina, mentre AA è un intellettuale amareggiato e deluso. I due coabitano in un misero sottoscala dall’arredo sommario e squallido. Sulla parete di fondo si profila un fitto intreccio di cavi elettrici e di tubi di scarico. Dai loro discorsi, dalle voci e dai rumori che provengono dall’appartamento sovrastante e dall’esterno si percepiscono le vibrazioni ostili di una città straniera. Ciò che accomuna i due uomini, oltre al precario alloggio, è il fatto che sono entrambi emigrati dallo stesso paese. E’ una dolente schermaglia, aspra e ironica assieme, che contrappone lungamente e tenacemente i due protagonisti, esponenti di due classi o quantomeno di due categorie sociali profondamente diversificate dalle rispettive tradizioni, abitudini, culture e tensioni interiori. I loro modi, i loro linguaggi sono diversi, l’attrito fra le loro sensibilità ingenera, ad ogni volgere di scena, sospetti e incomprensioni, il cui denominatore comune resta pur sempre un vago sentimento di nostalgia.

Regia: Antonio Intorcia e Michelangelo Fetto
Interpreti: Antonio Intorcia e Michelangelo Fetto
Scene: Solot Compagnia Stabile di Benevento
Costumi: Annarita Marotti
Realizzazione scene: non disponibile
Aiuto regia: non disponibile
Direttore di scena: Paola Fetto
Disegno luci: Antonio Intorcia
Tecnico luci audio: Michele Pietrovito
Scheda Tecnica: non disponibile
Distribuzione: Solot Compagnia Stabile di Benevento