2008

Nuovo Teatro Nuovo e Milzacompressa

10-11-12-13/01/2008 al Mulino Pacifico (Benevento)

Nuovo Teatro Nuovo e Milzacompressa In collaborazione con DAMM presenta AGAMENNONE da Eschilo a Pier Paolo Pasolini con Andrea de Goyzueta Francesca De Nicolais Riccardo Feola Giovanni Prisco Fabio Rossi scene e costumi Pino Carbone musica Giuseppe Stellato adattamento e regia Pino Carbone

In scena cinque attori, sempre presenti, sempre in una lenta, continua, attenta e a tratti energica attività, diventeranno di volta in volta i personaggi della tragedia eschilea. Ma cosa unisce Agamennone, Clitennestra, Cassandra, Egisto e il Coro all’omicidio di Pier Paolo Pasolini e Carlo Giuliani? Il martirio, l’esecuzione diversamente pubblica, lo scempio dei corpi, un fascismo di Stato che traspare dietro le morti, un’idea reazionaria di restaurazione cui le vittime hanno opposto un impegno alla resistenza. Cosa ci ha spinto ad unire sulla scena questi personaggi e queste vicende? La stessa vocazione al martirio, lo stesso impegno a resistere, la necessità fare e di costringere altri ad assistere, la barbarie del massacro di un cavallo su una spiaggia in pieno agosto. L’esigenza di una riflessione collettiva. Pino Carbone


VesuvioTeatro

19/01/2008 al Mulino Pacifico di Benevento ore 21.00

VESUVIOTEATRO presenta XIVE con Antonio De Geronimo, Carla Amato, Daniela Mancini, Laura Ferraro, Ina Colizza, Maria Consiglia, Nappo, Mariangela Maione, Marianna Vistolo, Stefano Legnano Figuranti Gennaro Scognamiglio e Paolo Benedetti Testo, aiuto-regia e direzione degli attori: Daniela Mancini Coreografie: Carla Amato Supporto coreografico: Marianna Vastolo Scenografie e costumi: Annalisa Ciaramella Riprese video: Marcello Sannino Aiuto costumista: Valentina Cervo Servizio fotografico, montaggi video, progetto grafico: Roberto e Sergio Conturso Montaggio audio: Luca Scognamiglio

regia Rosario Liguoro “Xive” è uno spettacolo di teatro- mimodanza interamente incentrato su un percorso ininterrotto di immagini, gesti, movimenti e suoni apparentemente non collegati tra loro. Le immagini fluide rispondono, però, ad un sottotesto (forse) inintelligibile, almeno alla prima lettura, dallo spettatore. I temi latenti che galleggiano sotto la luminosa superficie sono derivanti da una percezione diafana del quotidiano con i suoi splendori e le sue miserie, con le sue contraddizioni e con i contrasti tra “vite” diverse. Le massaie sudate si rispecchiano nei loro sogni, in cui appaiono come regine del glamour; esse riappaiono come sbilenche prostitute di altri tempi. I contrasti della strada sfavillante e i rumori della notte si confondono con storie molto personali vissute all’interno di appartamenti posti al di fuori del mondo. L’epifania del quotidiano esplode in reti da trance orientale. Spose giganti in abito rosso eseguono valzer ipotetici prima che si riapra la scena sulla strada contaminata da guerre passate e future. Il quotidiano esplode, forse a causa di una catastrofe e si ritrovano zone oscure in cui replicanti disegnano uno spazio con fasci di luce, mentre spazi di rivolta individuale si illuminano improvvisamente per poi spegnersi di nuovo. Dopo molti secoli di vita sotterranea apparirà il nuovo matriarcato delle regine incontaminate, che non vorranno tornare.


Associazione A.T.E.

15-16-17/02/2008 al Mulino Pacifico di Benevento ore 21.00 Associazione A.T.E. presenta la Compagnia AlamBaccUSteatrO in Incantesimo da camera (la capra, l’albero e la luna)

con Tiziana Maio, Laura Racchi, Alessandra Rinaldi regia Tizana Maio

Organizzazione

Bruno Petretti

L’“Incantesimo da camera” è un progetto che la compagnia AlamBaccUSteatrO porta avanti da più di un anno, cercando, attraverso una ricerca storica e antropologica, di risalire alle origini del fenomeno dell’antica religione: la stregoneria. Il punto di riferimento dal quale partiamo è l’originario culto di Iside, il quale trae origine dal più antico culto della dea greca Diana. La ricerca parte dall’aspetto rituale del culto, prendendo come punto focale l’antico rito delle noci, nel quale veniva invocata la dea Diana per conoscere e rendere propizio il proprio destino. E, come sappiamo, quello che è importante in un rituale è la partecipazione, la condivisione, la stessa cosa che rende il teatro un momento magico e speciale tanto per il pubblico quanto per gli attori. L’aspetto che in questa nuova fase dell’“incantesimo da camera” viene approfondito è la simbologia legata all’albero, alla capra e alla luna, visti come connettori tra i quattro elementi: acqua, terra, fuoco e aria. Lo spettacolo si sviluppa attraverso racconti e momenti di partecipazione al rito. L’utilizzo di materiale video, l’offerta al pubblico di bevande stregate, saranno i mezzi attraverso i quali si creeranno suggestioni e momenti di un reale coinvolgimento attraverso tutti i sensi. Musiche di Peppe Frana. Costumi do Marianna Ventura. Scene di Federica Federici. Video Americo Lamparelli e Italo D’Amore.


Libera Scena Ensemble

23/02/2008 al Mulino Pacifico di Benevento ore 21.00

LA SALA DEL SEPARÉE da La donna giusta di Sandor Marai drammaturgia Fulvio Calise con Massimo Wertmüller, Anna Ferruzzo, Alessia Sirano disegno luci Lello Serao installazione Immacolata Alfano, Emanuele Capissi costumi Annamaria Morelli regia Lello Serao Conta il destino? E’ una domanda alla quale ancora non saremmo sicuri di saper dare una risposta netta. Per dare la sua risposta, Márai procede all’inverso. Imbastisce nei suoi moltissimi romanzi una sorta di gigantesca psicanalisi: lo strumento del “dialogo a monologhi”, in cui si rivela grandissimo esperto, consente ai suoi personaggi di parlare liberamente come sul lettino dello psicanalista. In una sorta di sfogo liberatorio, attraverso il quale ricollocare la propria vita e le proprie scelte, ognuno rintraccia i fili del proprio destino e si rende conto che quell’esistenza si sarebbe dovuta, o comunque potuta, svolgere diversamente. Nato in Slovacchia, vissuto a Budapest e profondamente ungherese al punto di scegliere questa lingua come la propria, fugge a lungo in Germania e poi a Parigi, ma ritorna per vent’anni in patria e poi di nuovo in esilio a Napoli, “una delle ultime città in cui la parola civilitas possieda un significato tangibile e quotidiano”. Poi ancora a New York, Salerno, San Diego dove pose fine alla propria vita con un colpo di pistola. Un uomo alla continua ricerca di se stesso e del proprio più giusto destino : “l’uomo comprende il mondo un po’ alla volta e poi muore”, così suggella Henrik nel “Le braci” il libro che lo ha reso famoso. Ne “La donna giusta” Márai assegna ai suoi personaggi il ruolo di illustrare ciascuno il proprio intreccio con l’altro in una sorta di Rashomon amplificato, perché non c’è un unico accadimento da analizzare, ma c‘è da interpretare il senso profondo di un’intera vita. Fulvio Calice


Solot Compagnia Stabile di Benevento

15/03/2008 al Mulino Pacifico di Benevento ore 21.00 SOLOT COMPAGNIA STABILE DI BENEVENTO

presenta Guscio e animale La verità… in guerra la prima vittima è la verità… e perché la verità si concede solo all’orrore? Perché le cose diventano vere solo nella morsa della disperazione? E poi… la verità di chi? È uno spettacolo sulla verità, c’è l’odio e la violenza e c’è la pace, c’è la morte e c’è l’amore e c’è soprattutto la guerra, l’odio, la vendetta. La parte più buia di noi e di quello che c’è fuori di noi rappresentata attraverso la vicenda di un piccolo gruppo di persone, capaci però di diventare simboli dei vari aspetti con cui al giorno d’oggi le guerre ci assediano di nuovo, dall’ex Jugoslavia all’Afghanistan, dalla Cecenia al Medio Oriente, fino ai conflitti tribali africani: ritroviamo, personificati, l’asprezza, il dolore, la ferocia, l’empietà di cui ogni guerra è carica, e soprattutto la vendetta come sentimento che le guerre lasciano in eredità per generazioni. Quando si può considerare davvero conclusa una guerra per chi ne ha subito le offese? Un ideale può giustificare la violenza? Chi è vittima e chi è carnefice in una situazione estrema? Esiste la possibilità di essere risarciti quando è la morte a rappresentare il debito? La geografia dello spettacolo è illusoria. Dove siamo? Siamo dentro il testo, lì e solo lì, messi faccia a faccia con le parole; tutto insieme, parola per parola, nient’altro.


Associazione Culturale Magnifico Visbaal

28-29/03/2008 al Mulino Pacifico di Benevento ore 21.00

Associazione Culturale Magnifico Visbaal presenta Degli Eterni Sospiri scritto e diretto da PEPPE FONZO con TIZIANA MAIO PEPPE FONZO Organizzazione e Segreteria BARBARA ROTONDI Una Produzione MAGNIFICO VISBAAL TEATRO Una attrice, un attore. Una donna in una camera, seduta su di un letto sussurra qualcosa. Il suo volto è un invito. Quello spazio è la sua vita, il suo tempo trascorso, è il suo passato. Li ci sono i ricordi, le paure, gli inizi… Da lontano una musica di un pianoforte suona come l’eco di un illusione. E poi un uomo, che ogni tanto appare, e a distanza la osserva. Lui è la sua ombra, la sua scelta, è un fantasma, uno sguardo perpetuo. Attimi brevi o infiniti, sospesi in una stanza. Un susseguirsi di momenti struggenti, felici, malinconici, feroci, dolcissimi un incrocio drammaturgico, che si ispira a due drammi immensi dell’opera Eduardiana: Filumena Maturano e Questi Fantasmi. Ma lo spettacolo è altro, è una messa in scena di vite parallele, altre e possibili dei protagonisti. Una performance irregolare e slegata, come un gioco di scatole cinesi in cui nascono azioni e dialoghi con continui rimandi e citazioni, che può mescolare la poesia trecentesca di Petrarca con il linguaggio popolare di Eduardo. Un lavoro in cui i due attori usano e tradiscono i testi, li contaminano, li rielaborano restando sempre legati alla consapevolezza di essere quelle due grandi anime in conflitto e soprattutto due “anime in pena”.


Teatro delle Forme

Teatro delle Forme presenta O COTTA O CRUDA DUELLO CULINARIO ALL’ULTIMO SUGO

drammaturgia e regia Antonio Damasco

con ntonio Oscar Matusa e Andrea Beltramoe

scene Gian Mesturino e Darwin Lega

Il tempo di preparare una cena per Nina, solo questo tempo durerà lo spettacolo, l’evento scenico dove cibo ed eros s’incontrano sulle tavole di un palcoscenico. Sei signore verranno scelte dal pubblico per salire sul palco, e sedere al tavolo della sfida, gli stessi sui quali i due contendenti si affronteranno fino all’ultima forchetta, fino all’ultima ricetta…il piatto più ambito? L’amore naturalmente. Due uomini, per beffa od anche per metafora, sembrano vivere in una rotonda padella di ghisa, dove a fuoco lento cuociono parole, diegèsi e desideri. Nina è il cibo proibito, la vivanda delicata e piccante…l’argomento della loro contesa. Il tentativo di conquista avviene attraverso una delle arti più antiche: la cucina. I due attori chiederanno al pubblico convitato, di prendere posto al tavolo della vita…assaporare, gustare, far adagiare sulla lingua i loro piatti migliori, che ”in scena” prepareranno per Nina, raffinato arbitro delle medesime contese erotiche. Cibo e desiderio erotico sono i due motivi per cui l’uomo smania e si affanna inquieto…ma sono effimeri, fugaci, si consumano al fuoco stesso che li rende gustosi e appetibili lasciando semplicemente un’emozione.


Festa di Primavera

05/04/2008 al Mulino Pacifico di Benevento ore 21.00 la SOLOT COMPAGNIA STABILE DI BENEVENTO presenta Festa di Primavera Da molti anni ormai, la Festa di Primavera è un giorno dedicato alla poesia e nelle nostre menti è ancora vivo il ricordo dell’edizione dello scorso anno in cui fu celebrata la vita e l’opera di Pier Paolo Pasolini con la rievocazione del celebre processo che lo vide protagonista nella nostra città nei primi anni settanta. Quest’anno la Festa di Primavera avrà il sottotitolo di “ Festa del gusto” ed in effetti vorrà essere l’incontro del teatro e della poesia con il gusto dell’alimentazione. Un bisogno primario come quello del cibo nell’epoca del fast food, dell’obesità dilagante, dei bambini cicciotelli ma anche dei milioni di bambini che muoiono di fame ogni anno diventa argomento di natura sociale, politico, economico di straordinaria importanza che noi proveremo a trattare alla nostra maniera con l’aiuto di associazioni come Slow food, di tutte quelle che fanno parte della Rete Arcobaleno e di tutti coloro che, naturalmente vorranno dare il loro contributo. Due gli spettacoli teatrali in programma (vedi scheda a parte) e convegni, proiezioni, incontri e, naturalmente, degustazioni.  
 

Pasticceria criminale

05/04/2008 al Mulino Pacifico di Benevento ore 21.00 la SOLOT COMPAGNIA STABILE DI BENEVENTO presenta Pasticceria criminale testo e regia Michelangelo Fetto con Michelangelo Fetto

Quando si sente nominare la parola pasticceria il cervello rimanda ai nostri sensi odori inebrianti, colori seducenti e sapori dolcissimi non di rado evocando tempi e ricordi infantili. La pasticceria criminale del nostro spettacolo, invece, del modello citato trae soltanto una certa varietà cromatica. Non è possibile per ovvi motivi di decenza, definire il crimine e la follia un connubio felice, ma indubbiamente le cronache quotidiane raccontano di delitti perpetrati con tale efferatezza che escludere l’elemento del disturbo mentale a priori risulterebbe azzardato. Le vicende rappresentate tra mito e realtà, immaginazione e fatti reali, lanciano uno sguardo amaro, allucinato, sorprendente e perfino sarcastico su un mondo, quello dei manicomi criminali, che esiste, sia pure con nomi diversi, ma che non si vede se non negli effetti devastanti citati riguardo le cronache quotidiane. Lo spettacolo si basa su uno studio condotto dall’autore essenzialmente su due elementi: il primo, quello della costrizione, la cui conoscenza diretta deriva da anni di frequentazione, in qualità di operatore, della casa circondariale di Benevento; l’altro dall’influenza di appassionate letture da Cechov a Cerami fra gli altri, aventi come tema l’elemento follia.

Ore 22.00 sapori e suoni del territorio evento raccolta fondi – a cura della Rete Arcobaleno e delle Associazioni Ecosolidali di Benevento. a seguire TERETUPPETE IN CONCERTO