2007

Associazione La Bottega del Teatro

Per la rassegna OBIETTIVO T – sezione OPEN STAGE, stagione teatrale: 2007, il 16/03/2007 al Teatro Mulino Pacifico (Benevento)

QUANDO RIDERE FACEVA RIDERE

CON CARLA RICCIUTI E PIERLUIGI TORTORA REGIA PIERLUIGI TORTORA

Quando ridere faceva ridere e’ un divertissement teatrale basato su quello straordinario mondo rappresentato all’avanspettacolo e dal varieta’.Alcuni tra i duetti più belli ed esilaranti di coppie celebri come i fratelli Beniamino e Rosalia Maggio, Pietro De Vico e Anna Campori, Nino Taranto, e tanti altri, rappresentano la radice di questo spettacolo che mira, attraverso l’estro dei suoi due interpreti, a riproporre un modo di divertire assolutamente semplice.Sicuramente fuori dal momento di vita attuale, e proprio per questo ancora più sincero ed efficace.In definitiva una occasione per lo spettatore di lasciarsi condurre per mano alla riscoperta di un mondo … come quello di un vecchio film di Toto’ e Peppino.


Nuovo Teatro Nuovo

Per la rassegna OBIETTIVO T – sezione OPEN STAGE, stagione teatrale: 2007, il 23/02/2007 al

Teatro Mulino Pacifico (Benevento)

GIALLO NAPOLI

di Luciano Saltarelli con Giovanna Giuliani, Luciano Saltarelli, Giampiero Schiano regia Francesco Saponaro

Giallo Napoli è Giallo Napoli: una storia totalmente immaginaria, sorretta da una trama alquanto articolata, animata da protagonisti e personaggi minori di contorno. Insomma la vita, quella reale, che scorre, devasta, rinnova. Le relazioni tra gli uomini costituiscono un bacino infinito d’ispirazione per chi, come il sottoscritto, è interessato alla rappresentazione dell’esistenza nelle sue forme iper o sub umane. In ‘Morte di un pupazzo paralitico’, testo del 2001, la presenza umana si materializzava attraverso fantocci, maschere, animali fatati e baracconi di guitti, in Giallo Napoli i personaggi sono uomini, esseri sociali ben collocati in un luogo reale, cittadino, contemporaneo. Il linguaggio, prosastico e stonato, esprime verità sottintese o menzogne manifeste. All’interno d’una bolla evanescente risiede un micro-universo dall’apparente struttura realistica che, all’occhio dello spettatore, si rivela gradualmente in tutta la sua essenza ingannevole e fittizia.Luciano Saltarelli


VESUVIOTEATRO

Per la rassegna OBIETTIVO T – sezione OPEN STAGE, stagione teatrale: 2007, il 26/01/2007 al Teatro Mulino Pacifico (Benevento)

CENT’ANNI DI SOLITUDINE

dal capolavoro di Gabriel Garcia Marquez con Paolo Cresta musiche dal vivo eseguite dal gruppo

Ringe Ringe Raja adattamento e regia Annamaria Russo e Ciro Sabatino una produzione Vesuvioteatro in collaborazione con quasiquasimifacciounatirataaccademica.com

I libri amati sono la valigia di suggestioni, di emozioni che ti porti dentro, per un giorno o per una vita. I libri amati hanno il sapore di una stagione dell’esistenza, qualche volta ti restituiscono inalterata l’ingenuità stupita di un passato prossimo o remoto. I libri amati sono i brividi, le risate, le lacrime di scorte nei giorni grigi di una quotidianità un po’ sbiadita. I libri amati hanno titoli che spalancano il sorriso.Cent’anni di solitudine è uno di questi. Sono pagine che ti fanno viaggiare da fermo, sono parole che hanno attraversato tre generazioni, legandole a quel sottile filo di appartenenza che fa sentire i lettori membri di una casta privilegiata. Una casta di milioni di lettori.Quelle pagine, quelle parole che risuonano nelle orecchie dell’esercito di Cent’anni di solitudine scatenano l’urgenza di un bisogno: ascoltare ancora addentrarsi nella calura infuocata di quel paese mitico che si chiama Macondo, fissare gli occhi stanchi del colonnello Aureliano Buendia.Un viaggio tra le pagine di Cent’anni di solitudine, tra le parole che si fanno musica e la musica che si fa parola, tra le suggestioni di un paese che vivrà fino a quando la stirpe del suo fondatore avrà vita, tra una ridda di sentimenti estremi e l’ineluttabile solitudine di mille personaggi che non riescono mai ad essere soli.Un racconto musicale, un concerto di parole per uno spettacolo che vorrebbe essere una preghiera laica dedicata all’immensità della letteratura.