Festa di Primavera - festa italiana
Sabato 19 Marzo 2011 17:07
Scritto da paola
19 MARZO 2011
MULINO PACIFICO
Solot Compagnia Stabile di Benevento
presenta
FESTA DI PRIMAVERA, FESTA ITALIANA

Quest’anno la festa di primavera non potrà non celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia. Con la proiezione del film “I briganti Italiani” (celebre film del 1961 girato dalle nostre parti per celebrare i cento anni della Repubblica ed interpretato da un cast stellare …un nome per tutti Vittorio Gassman) ed una mostra fotografica. L’intenzione è quella di dare lustro alla nostra identità nazionale mai così bistrattata e vilipesa e messa a repentaglio come in questi ultimi tempi. Dalla prefazione del bel libro di Aldo Cazzullo Viva l’Italia:
Chissà cosa direbbe dell’Italia di oggi Garibaldi, che conquistò un regno ma con sé a Caprera non portò i quadri di Caravaggio e l’oro dei Borboni, bensì un sacco di fave e uno scatolone di merluzzo secco.
Cosa direbbero i volontari della Grande Guerra, che scrivevano alle madri: «Forse tu non potrai capire come non essendo io costretto sia andato a morire sui campi di battaglia, ma credilo mi riesce le mille volte più dolce il morire in faccia al mio paese natale, per la mia Patria». Cosa direbbe il generale Perotti, capo del Cln piemontese,condannato a morte dal tribunale di Salò, che ai suoi uomini ansiosi di discolparlo e addossarsi ogni responsabilità grida:
«Signori ufficiali,in piedi: viva l’Italia!»
«Viva l’Italia!» oggi è un grido scherzoso. Ma per molti italiani del Risorgimento e della Resistenza furono le ultime parole. La Resistenza non è di moda. È considerata una «cosa di sinistra». Si dimentica il sangue dei sacerdoti come don Ferrante Bagiardi, che volle morire con i parrocchiani dicendo «vi accompagno io davanti al Signore», e dei militari come il colonnello Montezemolo, cui i nazifascisti cavarono i denti e le unghie, non i nomi dei compagni. Si dimentica che i partigiani non furono tutti sanguinari vendicatori ma anzi vennero braccati, torturati, impiccati ed esposti per terrorizzare i civili; e che i «vinti», i«ragazzi di Salò», per venti mesi ebbero il coltello dalla parte del manico, e lo usarono.
Neppure il Risorgimento è di moda. Lo si considera una «cosa da liberali». Si dimentica che nel 1848 insorse l’Italia intera. Oggi è l’ora della Lega e dei neoborbonici. L’Italia la si vorrebbe divisa o ridotta a Belpaese: non una nazione, ma un posto in cui non si vive poi così male. Invece l’Italia è una cosa seria.
È molto più antica di 150 anni; è nata nei versi di Dante e Petrarca, nella pittura di Piero della Francesca e di Tiziano. Ed è diventata una nazione grazie a eroi spesso dimenticati.
PREZZI BIGLIETTI: Intero € 15,00 – ridotto € 10,00