Libera Scena Ensemble
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23/02/2008 al Mulino Pacifico di Benevento ore 21.00
LA SALA DEL SEPARÉE
da La donna giusta di Sandor Marai
drammaturgia
Fulvio Calise
con
Massimo Wertmüller, Anna Ferruzzo, Alessia Sirano
disegno luci Lello Serao installazione Immacolata Alfano, Emanuele Capissi
costumi Annamaria Morelli
regia Lello Serao
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Conta il destino? E’ una domanda alla quale ancora non saremmo sicuri di saper dare una risposta netta. Per dare la sua risposta, Márai procede all’inverso. Imbastisce nei suoi moltissimi romanzi una sorta di gigantesca psicanalisi: lo strumento del “dialogo a monologhi”, in cui si rivela grandissimo esperto, consente ai suoi personaggi di parlare liberamente come sul lettino dello psicanalista. In una sorta di sfogo liberatorio, attraverso il quale ricollocare la propria vita e le proprie scelte, ognuno rintraccia i fili del proprio destino e si rende conto che quell’esistenza si sarebbe dovuta, o comunque potuta, svolgere diversamente.
Nato in Slovacchia, vissuto a Budapest e profondamente ungherese al punto di scegliere questa lingua come la propria, fugge a lungo in Germania e poi a Parigi, ma ritorna per vent’anni in patria e poi di nuovo in esilio a Napoli, “una delle ultime città in cui la parola civilitas possieda un significato tangibile e quotidiano”. Poi ancora a New York, Salerno, San Diego dove pose fine alla propria vita con un colpo di pistola.
Un uomo alla continua ricerca di se stesso e del proprio più giusto destino : “l’uomo comprende il mondo un po’ alla volta e poi muore”, così suggella Henrik nel “Le braci” il libro che lo ha reso famoso.
Ne “La donna giusta” Márai assegna ai suoi personaggi il ruolo di illustrare ciascuno il proprio intreccio con l’altro in una sorta di Rashomon amplificato, perché non c’è un unico accadimento da analizzare, ma c‘è da interpretare il senso profondo di un’intera vita.
Fulvio Calice