2013

programma_comico_2012-2013  

E’ obbligatoria la prenotazione entro un mese dalla data dello spettacolo

Variazioni di numero Si accettano entro 20 giorni dalla data di prenotazione, tramite fax o e-mail. Dopo tale termine la scuola è tenuta a pagare la penale del 50% del costo dei biglietti prenotati. Il giorno dello spettacolo NON sono più ammesse variazioni.

Variazioni di programmazione La Solot si riserva il diritto di cambiare il teatro, l’orario e/o data della rappresentazione ed eventualmente, per causa di forza maggiore, di annullare la rappresentazione stessa informando in tempo utile le scuole interessate.

Memoria

Al “Mulino Pacifico”

21/22/23/24/25/26 Gennaio 2013

Che senso ha nel 2012 fare uno spettacolo che parla di cose avvenute settant’anni fa? Che senso ha intristirci nel racconto di rastrellamenti, deportazioni, separazioni di mamme dai figli, di esecuzioni spietate, di camere a gas? Che senso ha parlare di razza, superiorità ariana, soluzione finale a distanza di tanto tempo? Eppure … recentemente un “civile” paese europeo (Slovacchia) ha introdotto una legge in cui viene chiesto alle donne gitane, in cambio della residenza, la sterilizzazione e in un altro (Ungheria) la caccia al Rom avviene con il tacito assenso del governo locale che nel frattempo chiude giornali ed “indirizza” a suo piacimento l’informazione che ormai libera  in quel paese non è più. Segnali allarmanti in questo senso compaiono anche nel nostro paese dove continuamente avvengono episodi sintomatici di una mentalità tendenzialmente chiusa e purtroppo sempre più diffusamente xenofoba. Ed allora parlarne, stimolare la conoscenza attraverso il ricordo e le testimonianze non risulta affatto operazione inutile ma quanto mai necessaria affinché complice la dimenticanza la barbarie non si perpetui ….

Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo che lavora nel fango che non conosce pace che lotta per mezzo pane che muore per un si o per un no. (Primo Levi)

Memoria è un spettacolo che attraverso testimonianze, poesie, canti, racconterà dei nostri nonni e delle storie dei loro amici strappati alla vita per essere “tradotti” verso l’ignoto, verso la morte.

A regolare la vita degli uomini ci sono le leggi, tante, la maggior parte sono giuste, altre non lo sono, alcune sono più giuste delle altre come la  “Legge 20 luglio 2000 n. 211” che all’articolo 1 recita così: “La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.

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Gli Innamorati

Al “Mulino Pacifico”

13-14-15 febbraio 2013

Gli innamorati

Da Carlo Goldoni

Nella Milano del XVIII secolo, Eugenia Ridolfi, erede di una famiglia in rovina, frequenta da un anno il giovane e ricco Fulgenzio. I due ragazzi sono innamoratissimi l’uno dell’altra ma la relazione è tormentata, a causa dell’impulsività di lui e, soprattutto, della gelosia di lei; per esempio Eugenia non sopporta che Fulgenzio frequenti la cognata Clorinda, sebbene vi sia costretto dall’assenza del  fratello che si trova a Genova per affari.

I due così si dividono spesso, ma altrettanto spesso ritornano assieme.

Nel frattempo, il conte Roberto d’Otricoli, innamorato di Eugenia, giunge a Milano e fa visita alla famiglia Ridolfi.

Fabrizio, il padrone di casa con la mania dell’arte, non vuole essere da meno dell’ospite e lo invita a pranzo, a dispetto della disastrosa situazione economica della famiglia. Nel frattempo, Eugenia chiarisce subito la sua situazione con Roberto, spiegandogli di essere innamorata di un altro uomo.

Fulgenzio, che non sa di questo chiarimento, si ingelosisce e minaccia di suicidarsi. La fidanzata lo ferma, gli spiega a chiare lettere l’amore cosa prova per lui e i due ormai sembrano aver fatto la pace. Ma Fabrizio ha invitato a pranzo anche Clorinda: Eugenia, esasperata e gelosa, la insulta e se ne va.

Il pranzo si svolge in maniera drammatica. I due giovani si chiariscono, ma quando Fulgenzio chiede se può accompagnare a casa Clorinda, Eugenia si offende: ricominciano a litigare e giungono alla rottura definitiva. La ragazza, per puntiglio e vendetta, accetta la proposta di matrimonio di Roberto: Fabrizio, che pure aveva voluto bene a Fulgenzio, ora che la nipote è fidanzata con un nobile, le proibisce di amarlo e frequentarlo ancora.

La giovane acconsente, salvo poi pentirsene amaramente pochi minuti dopo: il fratello di Fulgenzio è tornato da Genova, così Clorinda passa di nuovo sotto la protezione del marito e Fulgenzio promette che non frequenterà mai più la cognata.

Eugenia, disperata, si trova costretta a dirgli che ormai è fidanzata: di fronte ai rimproveri che riceve dall’ex fidanzato, patendo il colpo, sviene. Quando rinviene, si accorge che la sorella Flamminia ha spiegato la situazione a Roberto e questi, capendo, ha rotto il fidanzamento con Eugenia. Fabrizio si convincerà quando Fulgenzio dichiarerà di sposare sua nipote senza chiederne la dote.

Subito dopo si celebra il tanto sospirato matrimonio.

Gli attori/studenti di Universo Teatro Crew sono stati impegnati in un workshop sulla “Commedia dell’Arte” in relazione alla poetica di Carlo Goldoni, grande innovatore di questo genere teatrale tipicamente italiano.

Nella Commedia dell’Arte l’attività dei comici non aveva la sua caratteristica principale nell’interpretazione di un testo  scritto, ma si trasformava in un gioco di ritagli e di accostamenti, la cui riuscita dipendeva dalla capacità del comico di nascondere la propria arte. Questa era la caratteristica principale dell’improvvisazione della commedia dell’Arte; essa si basava sui “generici”, brani che erano applicati agli elementi ricorrenti in ogni canovaccio e che avevano la funzione di incrementare il patrimonio degli attori i quali, in assenza di grandi autori teatrali, puntavano tutto sulla propria bravura e maestria.

Partendo della rivoluzione goldoniana – che segna l’inizio del teatro moderno in Italia, attraverso il passaggio dalle maschere ai “caratteri” e alla naturalezza della recitazione, dall’improvvisazione ai primi veri testi teatrali che richiamano vizi e virtù della società settecentesca –, la regia di Goldoni e la Commedia dell’Arte si è concentrata sull’arte dell’attore e sulla centralità che la tecnica attoriale ha assunto, fin dai tempi più remoti, nella tradizione teatrale italiana. La messa in scena, quindi, ha voluto ribaltare la “rivoluzione” goldoniana, riducendo e sintetizzando il testo scritto, e, senza arrivare ai veri e propri “generici”, prediligendo la centralità dell’attore e la sua professionalità; in questo modo viene fuori uno studio teatrale nel quale sono inseriti gli elementi caratteristici del teatro che va dal ‘400 al tardo ‘700, che avrà una larghissima diffusione in tutta l’Europa.


Hansel e Gretel

Al “Mulino Pacifico”

22 Febbraio 2013

Hansel e Gretel

Spettacolo vincitore del “Premio Scenario Infanzia 2010”

Hänsel e Gretel è una fiaba tedesca, raccolta e pubblicata per la prima volta dai fratelli Grimm nel 1812, in Kinder und Hausmärchen. E’ una delle fiabe più note di tutti i tempi e che ha avuto più fortuna, tanto da essere, ancora oggi, una delle storie più lette e raccontate ai bambini di tutto il mondo (chi non ha mai sentito parlare della casa di marzapane? O delle molliche di pane lasciate a terra per ritrovare la strada di casa?). E’ una fiaba molto cruda e, per certi versi, efferata, che racconta una vicenda che può sembrare difficile, se non addirittura pericolosa per un bambino, ma proprio il suo successo e la sua diffusione dicono e dimostrano il contrario. È nella natura della fiaba estremizzare e polarizzare i ruoli e presentare personaggi feroci e personaggi positivi che lottano gli uni contro gli altri senza mezzi termini. Ma la straordinarietà di Hansel e Gretel è che i cattivi non sono lupi e i buoni non sono principi. In Hansel e Gretel i cattivi sono prima di tutto i genitori che li abbandonano (oltre alla strega che incontrano nel bosco) e i buoni sono i bambini (fratello e sorella), che solo grazie a loro stessi, alla loro forza d’animo, sagacia e intelligenza riescono a sopravvivere. E proprio questa spietata e attuale crudezza, questo eroismo individuale e molto concreto, ha spinto Cassepipe ed Eventeatro a farne un adattamento teatrale e uno spettacolo da mettere in scena. Specialmente in un momento storico come il nostro dove l’isolamento, l’assenza di punti forti di riferimento e la disorganizzazione della sfera sociale, costringe ognuno di noi ad attingere alle risorse più intime del proprio essere per cavarsela di fronte alle difficoltà quotidiane della vita. Il perdersi, l’improvvisa solitudine, la paura, il sentirsi abbandonati, sono sentimenti che tutti noi proviamo, adulti e bambini. E a tutti noi capita spesso di sentire una “fame” che ci impedisce di fare e di pensare ad altro. Ma di che “fame” si tratta? Di che “fame” parliamo? Quella di Hansel e Gretel è prima di tutto fame vera e propria, fisica, di cibo, dovuta alla povertà. Ma, volendo fare un piccolo salto, possiamo dire che la loro è anche fame di “vita”, nel senso di relazioni umane, sentimenti, affetto e considerazione, possibilità. E quello che ci suggeriscono è che la risposta la dobbiamo cercare in noi stessi, ognuno per la sua strada con, tutt’al più, l’aiuto che ci può dare un fratello o una sorella che condivide le nostre stesse paure. Quella che Hansel e Gretel ci mostrano è una piccola rivoluzione individuale che può assumere, però, grazie all’esperienza, un’interessante portata sociale. Lottando con coraggio contro le difficoltà, via via sempre più forti e sicuri nelle nostre convinzioni (e con un po’ di fortuna!) anche la strega più orribile deve aver paura di noi, anche il bosco più intricato non potrà nasconderci la via di casa. E una volta ritornati sapremo con certezza quali sono gli errori che non dovremo più commettere, qual è il “male” che non dovremo più lasciare che accada.

“La storia di Hänsel e Gretel, pur nel rispetto del plot originario, diviene pre-testo capace di trasmettere suggestioni estetiche e simboliche forti, nel raffinato lavoro di sottrazione visuale e di integrazione con le musiche. La fiaba antica diventa narrazione attuale mentre affronta i temi dell’abbandono, della fame, della possibilità del riscatto attraverso la messa in comune di affetti e risorse. Lo spettacolo disegna con efficacia l’ambiente fisico e sentimentale in cui si muovono i personaggi, con elementi scenici essenziali ai quali contribuiscono fondamentalmente le ottime prestazioni degli attori, dotati di forti tratti espressionisti dai quali traspare l’attenta osservazione del patrimonio del cinema muto e del teatro magico ed essenzialista contemporaneo”

Hansel e Gretel_estratto 20′ from Vincenzo Manna on Vimeo.  
   

IL RACCONTO DI BIANCANEVE E I SETTE NANI

Messinscena per attori, musica e teatro di figura

TEMA: il viaggio come azione necessaria della crescita che comporta rischi e paure da affrontare e superare. La fiaba, come il gioco, è la simulazione e la metafora di problemi e difficoltà che il bambino incontrerà da grande nella vita reale.

La prima edizione di Biancaneve e i sette nani nella versione da noi conosciuta grazie ai fratelli Grimm risale al 1812. Esattamente due secoli dopo la fiaba, che ha conosciuto numerose versioni e revisioni, continua a colpire l’immaginazione di chi l’ascolta per la prima volta o per l’ennesima. iLa Compagnia, con questa messinscena, prosegue il suo percorso alla riscoperta delle fiabe classiche, esplorando i segni che le storie suggeriscono, segni che hanno tutti un doppio significato: lo specchio magico rappresenta la vanità della Matrigna ed allo stesso tempo la verità sulla bellezza di Biancaneve, il bosco è un luogo pericoloso  ed allo stesso tempo il luogo in cui Biancaneve riesce a salvarsi, i sette nani rappresentano la diversità con cui Biancaneve deve misurarsi e gli amici che l’aiutano, la mela che Biancaneve accetta è avvelenata, ma è l’unico modo che ha per incontrare il suo principe.


Finalmente

Al “Mulino Pacifico”

Da Marzo ad Aprile 2013

FINALMENTE

Spettacolo di burattini a cura di ANGELO MIRAGLIA

Nel corso dell’intervento , della durata di circa 45 minuti, verrà illustrata l’antica arte dei burattinai con l’allestimento di una rappresentazione canonica dei burattini. Il burattinaio si caricherà addosso il suo teatro formato da quinte, sipario, boccascena e quanto altro necessario alla rappresentazione ed illustrerà i vari passaggi dell’allestimento mettendosi in relazione con il pubblico che sarà invitato a “ dare una mano “ alla rappresentazione. Si comunicherà  , in poco tempo , al pubblico l’arte dell’improvviso , i frizzi ed i lazzi della commedia dell’arte , la mirabolante storia dell’arte burattinesca e quanto altro sarà possibile dire. La struttura dello spettacolo , così come tutta l’azione scenica , è quella tipica dello spettacolo “ work in progress”, affidato  cioè ad una azione scenica prestabilita ma che si muove dentro un percorso assolutamente libero e autonomo. La partecipazione del pubblico non è solo sopportata ma stimolata con continui riferimenti ad aiuti o commenti su quello che succede intorno , uno spunto , anche minimo , può rappresentare la trama di una storia o di un racconto che diventa parte fondante dello  spettacolo.A conclusione dello spettacolo, verranno presentate al pubblico alcune azioni di giocoleria comica con l’uso di foulards,palline, cerchi e mattoncini di gommapiuma. Per le scuole è previsto un momento di riflessione e di approfondimento relativo al teatro di figura.

“Angelo MIRAGLIA ha creato nell’anno 1979 la compagnia Teatrale Di Figura denominata “ TEATRO TEMPORANEAMENTE TRABALLANTE , con la sua compagnia ha partecipato a numerosissime manifestazioni di spettacolo tra cui i festival “ ARRIVANO DAL MARE “ di CERVIA ; “ FIGURA DI BURATTINO di ISCHIA ; LA SCUOLA DI PULCINELLA  nell’ambito della CITTA’ SPETTACOLO  di BENEVENTO , inoltre ha organizzato e gestito laboratori di teatro di figura in varie scuole di ogni ordine , partecipando a progetti sul recupero dei minori a rischio in aree degradate; attualmente presenta spettacoli di burattini con baracche di varie dimensioni dalla più piccola che trasporta sulle spalle alla baracca classica di stile ottocentesco”