2011

SOGNANDO AUSCHWITZ Il giorno della memoria

24 Gennaio 2011 AUDITORIUM SEMINARIO ORE 09.30

Magazzini di Fine Millennio / Compagnia TeatrAzione presentano

SOGNANDO AUSCHWITZ Il giorno della memoria

con Igor Canto, Francesca Pica, Cristina Recupito, Carlo Roselli testo e regia di Igor Canto e Cristina Recupito

Giorno della Memoria(…) Il giorno è abbagliato; la notte è dei sogni e solo i crepuscoli sono chiaroveggenti per gli uomini. L’alba, per l’avvenire; il tramonto, per il passato. (…) Voi attori date corpo ai fantasmi, perché vivano – e vivono! Noi facciamo il contrario. Dei nostri corpi, fantasmi: e li facciamo ugualmente vivere. I fantasmi non c’è mica bisogno d’andarli a cercare lontano: basta farli uscire da noi stessi. (“Cotrone, I Giganti della montagna, Luigi Pirandello”)

Spettacolo ideato da Igor Canto e Cristina Recupito, fondatori dell’associazione culturale teatrAzione, in coproduzione con la cooperativa teatrale Magazzini di fine Millennio, diretta da Salvatore Cipolletta, il progetto propone una nuova produzione per la stagione di teatro scuola 2010/2011: “SOGNANDO AUSCHWITZ – Il giorno della memoria”. Il Giorno della Memoria, due giovani si incontrano in un museo-memoriale dedicato alle vittime della Shoah.

Siamo ai giorni nostri. La Seconda Guerra Mondiale è lontana. Gli ebrei non sono più perseguitati e i campi di concentramento sono solo un luogo di pellegrinaggio per reduci, scolaresche e turisti. Durante la visita, i due giovani si perdono nelle tante domande che ancora oggi le nuove generazioni si pongono. L’orario delle visite finisce e i due rimangono chiusi per errore in una delle stanze del museo. Intanto calano le ombre della sera e il luogo si popola di strane presenze: un Comandante in divisa militare prima e una Signora dal pallido aspetto poi, fanno visita agli involontari reclusi del museo. Nasce così, tra storie, grottesche partite a scacchi e immagini-documentario di testimonianze storiche, una surreale, ironica e attuale riflessione sulla banalità del male umano, capace di portare a immani tragedie come la Shoah. E quelle dei nostri giorni …

Linguaggi utilizzati: teatro d’attore, musica dal vivo, danza e video. Durata: 75 minuti circa Fascia d’età consigliata: da 11 anni Biglietto di ingresso: € 6,00


VALANI

Febbraio 2010 (date da definire con le scuole ) Teatro Massimo Solot Compagnia Stabile di Benevento e Sancto Ianne presentano VALANI

scritto e diretto da Michelangelo Fetto musiche composte ed eseguite dai Sancto Ianne

con Michelangelo Fetto e Tonino Intorcia e con Gianni Principe – voce Ciro Maria Schettino – chitarre e mandoloncello Raffaele Tiseo – violino Sergio Napolitano – fisarmonica Massimo Amoriello – basso elettrico Alfonso Coviello – percussioni

una produzione Solot Compagnia Stabile di Benevento e Sancto Ianne FVF_1983Ci fu un tempo, neanche tanto lontano, in cui nella nostra città si svolgeva periodicamente una fiera. Non era una fiera convenzionale in cui si vendevano alimenti, vino, manufatti o bestiame … si vendevano i valani. Chi erano i valani? Bambini, figli di povera gente, fittati in cambio di un sacco di grano di scarsa qualità e poche lire, per una stagione o un anno intero, al proprietario terriero, che da quel giorno diventava il padrone. Il mercato si svolgeva a Benevento, il giorno dell’Assunta, in Piazza Orsini …

Figli senza a faccia pe’ chi vo’ sulo doje braccia, figli pelle e chianto nisciuno ve fa santo maje, figli ‘e poca storia stipata int’a memoria, figli malaciorta e chi pensa: a ciorta se po accattà, o futuro e chesta terra è scritto già dint’all’ uocchie e chillo figlio che sarrà. (da Valani – di Ciro Schettino)

Solot e Sancto Ianne, prendendo spunto da documenti inediti e testimonianze orali, raccontano tra musica e parole una tragedia locale che, ancora oggi, Benevento non vuole ricordare. Un lavoro di scrittura che ha impegnato Michelangelo Fetto nell’indagare un fenomeno tipico e ancora oscuro della nostra storia, che riporta a galla ricordi dolorosi per i sopravvissuti insieme alla consapevolezza che il centro storico della città sia stato scenario di immensa crudeltà. Le atmosfere musicali dei Sancto Ianne che accompagnano la drammatizzazione si accordano con il lavoro storico del gruppo, che si è sempre ispirato a storie strettamente legate al territorio. Attori e musicisti si sono incontrati nel desiderio comune di dare voce alla vicenda storica di quegli uomini che ancora oggi portano sulla pelle i segni della violenza e tra le labbra il sapore della fame, vecchi guerrieri col viso ancora segnato a raccontare il dramma che ne ha segnato l’esistenza, rendendoli per sempre “valani”.

Note di regia

Quando gli amici Sancto Ianne, senza il dovuto preavviso, in una calda mattina d’estate sono entrati in massa nel nostro minuscolo ufficio a proporci la realizzazione di uno studio scenico (una volta si chiamava spettacolo, ma ci adeguiamo ai tempi…) avente come tema la vicenda dei Valani, ho provato la sensazione strana di chi stesse lì ad aspettare questo momento da tanto tempo. Anni prima in una casa di campagna davanti ad un bicchiere di vino, un uomo, un mio caro amico che adesso non c’è più, mi raccontò dei Valani, mi raccontò di battaglie civili, di movimenti sindacali, di lacrime e di sangue, mi raccontò di quello che aveva potuto fare per l’emancipazione dei lavoratori della terra. Oggi mi sono reso conto che quell’uomo, per la causa dei valani, fece molto e questo nostro spettacolo è a lui dedicato. Quell’uomo si chiamava Francesco Romano, avvocato beneventano. E lo spettacolo? Quello si realizza ovviamente sulle tavole di un palcoscenico, ed il nostro piacere è di farvelo vedere, ma sullo spirito che ha mosso la sua realizzazione mi piace citare Pierpaolo Pasolini: “lo non ho alle mie spalle nessuna autorevolezza: se non quella che mi proviene paradossalmente dal non averla o dal non averla voluta; dall’essermi messo in condizione di non aver niente da perdere, e quindi di non esser fedele a nessun patto che non sia quello con un lettore che io del resto considero degno di ogni più scandalosa ricerca”. Michelangelo Fetto

IL MERCATO DEI VALANI

MERCATO_VALANIQuando si raccoglie una testimonianza orale, quando la storia non la si apprende attraverso la scrittura documentale delle classi dirigenti ma per mezzo della parola parlata nel territorio le cui vicende si intende indagare, non si è mai consapevoli di quello che accade, soprattutto se a narrare i fatti – troppo spesso di povertà e miseria – sono uomini e donne che portano ancora sulla pelle i segni della violenza e tra le labbra il sapore della fame. Il mercato dei valani di Benevento è stato ricostruito grazie alla memoria individuale dei protagonisti di questa vicenda ai quali è stato negato non soltanto il diritto all’infanzia ma anche quello ad una scrittura storiografica. La pubblica vendita di manodopera agricola si svolgeva a Piazza Orsini il giorno dell’Assunta e, da consuetudine perpetrata nel corso dei secoli, diventa, nel secondo dopoguerra, pratica ordinaria tra padroni e servi, nonché dettaglio irrilevante del giorno festivo per gli abitanti della città. Il quindici agosto di ogni anno, fino alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso, i contadini poveri conducevano i propri figli maschi, già dall’età di sei o sette anni, nella piazza antistante il duomo, dove un proprietario terriero o un massaro non soltanto poteva richiedere manodopera infantile senza dover corrispondere il salario giornaliero o mensile al lavoratore, ma poteva controllare la costituzione del minore, toccarne il corpo, visionarne la dentatura, osservarne le mani e valutarne così le capacità e la forza fisica, proprio come accadeva nelle fiere del bestiame. Una volta scelto il ragazzo tra la folla pezzente esposta a piazza Orsini, il padrone stabiliva oralmente con i genitori le modalità di impiego e il tipo di remunerazione: due o tre sacchi di grano e poche centinaia di lire per un anno di duro lavoro. Il mercato risultava il metodo più semplice per sistemare una bocca da sfamare; ì minori venivano impiegati come stallieri, bifolchi e pastori. Ma all’interno della tenuta, spesso i bambini erano costretti a svolgere ogni tipo di lavoro, da quello agricolo a quello domestico. I racconti che testimoniano fatti di violenza, di denutrizione, di abbandono, di inganno sono centinaia, compreso il tentativo di allontanare per sempre il bambino dalla famiglia di nascita. Il mercato di piazza Orsini non soddisfaceva il fabbisogno della sola provincia di Benevento ma forniva manodopera ai grandi latifondisti di diverse e numerose regioni italiane. Solo la meccanizzazione del lavoro pose fine alla scandalosa vendita del bracciantato povero. A scrivere del mercato dei valani, nella seconda metà degli anni cinquanta, sono stati in molti, tutti dopo la denuncia dell’avvocato beneventano Francesco Romano: Corrado Alvaro, Guido Piovene, Luigi Einaudi, Gaetano Salvemini. Il termine ha origini longobarde e deriva dal tedesco wald – bosco – e che stava ad indicare, nell’organizzazione del territorio durante il principato longobardo, la parte demaniale fuori dalla città, destinata al diritto di selvatico e di legnatico. L’addetto al pascolo e al bestiame veniva definito valanus, da cui, appunto, valano. Ma ad ascoltare le testimonianze di chi quella storia l’ha vissuta, sembra proprio che l’unica definizione possibile sia quella di una vita vissuta alla stessa stregua dei cani, bastonati ed affamati ancora in epoca moderna. Elisabetta Landi

Speciale “Valani”: http://www.youtube.com/watch?v=YzZP2PuMDUc Spettacolo: http://www.youtube.com/watch?v=6V-URTja1LQ

Durata: 90 minuti circa Fascia d’età consigliata: da 13 anni Biglietto di ingresso: € 7,00


DAI, DISEGNAMI UNA FAVOLA

DA MARZO 2011 – MULINO PACIFICO DA DEFINIRE CON LE SCUOLE

Solot Compagnia Stabile di Benevento

presenta

DAI, DISEGNAMI UNA FAVOLA uno spettacolo scritto e diretto da Michelangelo Fetto con Concetta Affannoso Amicolo e Carlotta Boccaccino

DAI, DISEGNAMI UNA FAVOLADue attrici ed una mano magica armata di matite colorate sono le protagoniste di questo spettacolo concepito ed allestito per i bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria. Racconteremo, con l’ausilio del fumetto, alcuni “classici” del racconto per bambini, come Cappuccetto Rosso e La piccola fiammiferaia. Siamo convinti che la favola, in quanto forma di narrazione popolare, caratteristica di tutti i popoli della terra ed evocatrice di ambienti onirici popolati da fate, gnomi, streghe, animali di ogni tipo, reali o fantastici, costituisca il modo migliore per colpire la fantasia e stimolare nel modo più positivo possibile la creatività dei bambini, che troverebbero così la possibilità di avvicinarsi proficuamente sia al teatro sia all’appassionata lettura e fruizione di questo genere letterario.

A questo aggiungiamo, a completamento della narrazione scenica, alcune tematiche ambientaliste e salutiste – come l’importanza della corretta alimentazione o l’uso dell’acqua – cosicché i bambini potranno assistere ad uno spettacolo appassionante, sia per gli argomenti sia per la loro trattazione, che sarà divertente ed immaginifica per stimolare a dovere la fantasia e l’attitudine all’attenzione di ognuno.

Durata: 60 minuti circa Fascia d’età consigliata: da 4 a 9 anni Biglietto di ingresso: € 6,00


PLAYTOY ORCHESTRA

22 FEBBRAIO 2011 TEATRO MASSIMO

PLAYTOY ORCHESTRA I temi dei più grandi compositori suonati con giocattoli, una proposta Italiana unica al mondo.

playtoy_orchestraGiocare con la musica? E perché no? Meglio ancora far musica con i giocattoli. Per i Bambini (ma anche per adulti e famiglie) una proposta davvero insolita, la sola orchestra al mondo che suoni soltanto strumenti giocattolo: dimostrando che anche i grandi classici possono diventare un gioco, e al tempo stesso che giocando ci si può familiarizzare con loro. Vengono dalla Campania, ma hanno suonato in tutto il mondo; si sono fatti ammirare in televisione e in radio, e adesso portano nei teatri un modo di far conoscere la musica che riuscirà certo divertentissimo, ma che saprà anche aiutare bambini e ragazzi a entrare in un mondo troppo spesso considerato lontano e difficile, e che invece può essere alla portata di tutti: come un giocattolo, appunto. Strumenti allegri per un’offerta musicale a trecentosessanta gradi, con Rossini e Morricone, Mozart e l’easy jazz, Quincy Jones e Beethoven, Brahms e Johann Strauss: a ricordarci che in molte lingue “giocare e “suonare” si traducono con lo stesso verbo…


GRAMMATICANTO

FEBBRAIO/MARZO 2011 – PRESSO LE SCUOLE

Alberto Villa presenta GRAMMATICANTO

Grammaticanto si presenta nelle vesti di uno spettacolo divertente, coinvolgente e istruttivo; lo spettacolo è un viaggio nei vari generi musicali per conoscere in modo simpatico e immediato le prime regole grammaticali. è un metodo basato sul concetto di docere delectando: un metodo multimediale per insegnare ai bambini le aride regole grammaticali usando la musica, la danza, la gestualità, il disegno. L’allegria del cantare assieme e lo scoprire che si può utilmente giocare con gli stili e i ritmi della musica contemporanea, servono a superare le comprensibili resistenze verso un apprendimento che troppe volte risulta astratto… Uno spettacolo divertente, istruttivo ed estremamente coinvolgente per conoscere e memorizzare le prime regole grammaticali; le canzoni hanno infatti come oggetto i primi elementi dell’alfabetizzazione per le prime due classi della scuola primaria, le parti variabili del discorso per le atre classi.

OBIETTIVI

- Utilizzare il testo delle canzoni che attraverso nonsense e filastrocche presentano numerosi esempi grammaticali, senza avere la preoccupazione di creare un discorso; – Promuovere nel bambino l’acquisizione della fiducia nelle proprie capacità comunicative ed espressive; – Educare al suono e alla musica; – Educare all’attività motoria; – Creare un clima di festa e socializzazione adoperando strategicamente degli strumenti didattici; – Imprimere con il canto i concetti della memoria e nella sfera delle emozioni, utilizzando quei ritmi e cadenze che il ragazzo riconosce presenti nel panorama contemporaneo; – Stimolare la creatività e la socializzazione.

ATTIVITÀ

• ASCOLTO collettivo del testo, delle drammatizzazioni e dei commenti alle canzoni che vengono presentate dall’animatore dello spettacolo; • RIPETIZIONE dei semplici movimenti che il canto propone; volta per volta diventa interessante associare ogni movimento al tipo di genere musicale che la canzone propone; • BALLO seguendo il ritmo con le mani; • COORDINAZIONE e attività motoria; • COINVOLGIMENTO dei bambini individuando dei rappresentanti che si possano sentire protagonisti della scena; • DRAMMATIZZAZIONE del contenuto di alcuni canti per rafforzare i concetti e le regole grammaticali; • COINVOLGIMENTO di insegnanti e genitori presenti per creare un clima di condivisione.

MODALITÀ DI ORGANIZZAZIONE

Lo spettacolo ha una durata complessiva di un’ora e trenta. I bambini sono disposti davanti all’animatore e la sistemazione ideale sarebbe seduti a terra o sulle sedie.

Durata: 90 minuti circa Prezzo del biglietto: € 5,00 per un minimo di 250 bambini Età consigliata: 5-10 anni