2008

Libera Scena Ensemble

Per la rassegna OBIETTIVO T – sezione COMICO JUNIOR , stagione teatrale: 2008

7-8 Aprile 2008 al Mulino Pacifico

Libera Scena Ensemble presenta Taniko La favola della grande legge Vincitore del Premio Scenario Infanzia 2006 Con Luca Di Tommaso, Gloria Bazzocchi, Nicola Laieta, Guido Primicile Carafa, Margherita Vicario Costumi Marianna Carbone Maschere Willy Mancel Aiuto Regia Virginia Coccia, Ilaria Masiello Drammaturgia Antonio Calone, Nicola Laieta Regia, Scenografia e Percussioni Antonio Calone

Uno spettacolo per le nuove generazioni

La necessità di rivolgersi ad un pubblico di ragazzi l’ho sentita innanzitutto per contrasto, quando, presentando i miei spettacoli agli “adulti”, ho avvertito la mancanza di un pubblico omogeneo. In altre parole ho avuto molta difficoltà nel capire a chi realmente mi stessi rivolgendo. In seguito, lavorando recentemente con degli allievi di scuola media nella periferia di Napoli, sono stato impressionato dall’entusiasmo, dalla ricettività, dalla rapidità dei ragazzi, ma anche dal loro puro e semplice talento teatrale, quasi innato nei più giovani. Un elemento essenziale di questo talento è la necessità che i ragazzi hanno di manifestare in modo chiaro e diretto la propria opinione, senza peli sulla lingua, l’incapacità di farsi mettere i piedi in testa sovvertendo quell’abitudine d’ipocrita sopportazione così tanto sviluppata e incancrenita negli adulti. Questo sguardo sul mio lavoro ha rivelato il mio bisogno di un confronto autentico con gli spettatori, faccia a faccia, così ho deciso… Raccontando una storia a dei ragazzi di 8-14 anni, propongo uno scambio: a loro vorrei offrire il punto di vista che io, adulto ormai, ho sviluppato su delle tematiche che mi hanno tanto affascinato ed angustiato da bambino, mentre da loro vorrei imparare la capacità di meravigliarmi di ogni cosa, di non considerare niente ovvio o scontato, di usare lo stupore come chiave di conoscenza ed interpretazione della realtà. TANIKO Siamo in Estremo Oriente, in un tempo lontano, probabilmente quello delle favole che cominciano con “c’era una volta”. Myo-o il dio del fuoco, Gigaku il dio della danza e Gioja il dio della saggezza stanno partendo per la terra. Essi sono perplessi perchè, sebbene laggiù le cose vadano malissimo, gli uomini non fanno niente per migliorarle. In particolare, essi si ostinano ad usare le leggi che gli dei avevano dato loro all’origine del mondo per interesse personale, riducendole così a norme crudeli e prive di senso. Ci vorrebbe qualcuno tra i mortali che avesse il coraggio di mettere in discussione quelle leggi obsolete e la forza per proporne di nuove… ma è impossibile trovarlo tra gli adulti, ormai assuefatti alla realtà. Quest’uomo nuovo non può che essere un bambino. Così i tre dei si materializzano davanti alla platea dei piccoli uomini del pubblico per chiedere aiuto. Essi spiegano ai bambini che dovranno partecipare in incognito alla storia di Matsuwaka, un bimbo giapponese che tra breve sarà confrontato personalmente alla crudeltà della Grande Legge e che, con qualche piccolo intervento degli dei, e soprattutto con la complicità dei piccoli del pubblico, riuscirà a cambiarla… Per salvare la madre gravemente ammalata, Matsuwaka decide contro ogni buon senso di partecipare al pericolosissimo pellegrinaggio organizzato dal suo maestro, un vecchio e venerabile monaco delle montagne, Questo pellegrinaggio è diretto verso il tempio della Cresta Aguzza, il culmine invalicabile della montagna sacra, dove i monaci potranno pregare gli dei perchè tutte le suppliche dei poverissimi abitanti siano esaudite. Sebbene il maestro sia contrario alla partecipazione di Matsuwaka, ancora troppo giovane e inesperto, la determinazione del ragazzo ha la meglio, e così, salutata la madre e celebrata la cerimonia di vestizione, i due si mettono in marcia. La spedizione, alla quale oltre al maestro e al ragazzino prendono parte altri tre monaci – i tre dei travestiti – , avanza rapidamente, ma, nel punto più difficile Matsuwaka è costretto a fermarsi per la stanchezza, e, come ben presto si scopre, per la malattia che ha colpito anche lui. Constatata l’impossibilità di caricarsi del peso del ragazzo i tre dei in incognito impongono al maestro l’applicazione della Grande Legge, che regola da sempre i monaci delle montagne: Colui che viene meno dev’essere abbandonato affinché il gruppo possa andare avanti e raggiungere il tempio. La Legge dev’essere applicata all’unanimità, e prevede dunque che si chieda l’accordo della “vittima”. Il maestro, legato a Matsuwaka da un affetto profondo, si piega non senza riluttanza alla volontà della Legge, e spiega la situazione al ragazzo che però sorprende tutti: egli riconosce di essere di ostacolo al pellegrinaggio, ma non vuole essere abbandonato. Egli chiede ai monaci di ucciderlo, e di gettarlo giù nella valle, poiché non vuole morire da solo. Il Maestro riconosce in questa volontà di Matsuwaka un grande insegnamento, e si carica della responsabilità di applicare la legge: egli stesso con le lacrime agli occhi uccide il ragazzo. È il momento di rimettersi in cammino ma il Maestro è in crisi, egli è gelato dal dispiacere e la sua devozione alla Grande Legge vacilla, per questo non ha intenzione di proseguire. “A questo punto -egli chiede provocatoriamente- gettate nella valle anche me !” Segretamente incoraggiati dalla reazione “di rivolta” del maestro i tre crudelissimi monaci lasciano cadere le loro maschere: si tratta dei tre immortali. Dopo essersi presentati ed aver spiegato la situazione, essi recuperano dalla valle il corpo di Matsuwaka e gli ridanno la vita. Ma soprattutto gli ridanno la parola: dovrà essere lui, insieme ai bambini del pubblico, a proclamare la nuova legge.


Pandemoniumteatro

Per la rassegna OBIETTIVO T – sezione COMICO JUNIOR , stagione teatrale: 2008

Ass. Pandemoniumteatro presenta

1 APRILE 2008 TEATRO MASSIMO

Peluche di e con Tiziano Manzini costumi Chiara Magri scene Graziano Venturuzzo luci Carlo Villa voce registrata Emanuela Palazzi collaborazione Mario Massari regia Tiziano Manzini

I peluches ormai da più di un secolo accompagnano i bambini (e non solo loro!) nella vita quotidiana, nei giochi e nelle loro avventure immaginarie. Grazie ai peluches i bambini possono vivere esperienze intense e coinvolgenti, forse perché, passata anche la soglia del nuovo millennio, sono rimasti fra i pochi “soggetti” disponibili ad ascoltare con attenzione e in silenzio quello che i bambini dicono. Li ascoltano per ore, gli danno tempo e spazio per esprimere i loro pensieri e poi per rifletter su ciò che hanno detto, per maturare le loro idee e le loro concezioni del mondo: e tutto ciò semplicemente con un’infinita disponibilità a GIOCARE! Ed è questo che lo spettacolo propone: un’ora di libertà in cui riscoprire il gusto del gioco semplice, inventato con poco, col corpo in gioco, con i personaggi delle fiabe, gli animali parlanti… lontani da giochi-gabbie della fantasia. Un grande immenso scatenato e divertente gioco, giocato da un “fanciullo” con i suoi cinquanta peluches! Via libera quindi ad orsi con e senza cervello, a girotondi, pappagalli, nani, alla scimmia Magilla, a principi azzurri, inseguimenti… e per fare tutto questo basta un semplice, morbido, disponibile, dolce amico peluche con cui giocare!


Magazzini di fine millennio

Per la rassegna OBIETTIVO T – sezione COMICO JUNIOR , stagione teatrale: 2008

 Magazzini di Fine Millennio

presenta

Cappuccetto Rosso

4 MARZO 2008 TEATRO COMUNALE

Spettacolo di burattini e attori Burattini, scene e regia di Alfredo Giraldi a seguire laboratorio veloce per la costruzione di burattini semplici durata spettacolo 40’ circa- durata laboratorio 20’ circa

Lo spettacolo sarà messo in scena tenendo presente la versione dei fratelli Grimm, in parte quella di Perrault ed alcune osservazioni di Bettelheim, e verrà realizzato con tecniche miste di attore e burattini. Una bambina sveglia e molto curiosa sta portando il cestino alla sua nonna malata aldilà del bosco; la mamma le ricorda ogni cosa, quello che deve fare e quello che non deve fare e soprattutto le ricorda di non curiosare qua e là una volta arrivata a casa della nonnina. Un incontro con Lupo nel bosco la porterà per altre vie, in effetti è il tentativo da parte del briccone di allontanarla per arrivare primo a casa della nonna. Una volta lì pero, Lupo dovrà vedersela con Briciola, il cane di guardia di Nonna, allevato con i biscottini che lei stessa prepara in casa ogni giorno, con una ricetta segreta. Il resto della storia già lo conoscete, ma tutto sarà fatto per sorprendervi…buon divertimento. I passaggi scenici, da attori a burattini, segneranno i vari momenti della storia. L’intento di questo spettacolo è fondere la tradizione dei burattini campani con la narrazione e più precisamente con una delle favole più note e più raccontate, perché questa forma di spettacolo, a differenza di quelli televisivi o cinematografici, permette ai piccoli spettatori di essere “protagonisti”. Possono infatti fermare una battuta, fare domande, interagire con i burattini, avvisare il protagonista se c’è un pericolo e così intervenire nella struttura della storia. I piccoli spettatori non hanno perciò un ruolo passivo anzi sono attivamente coinvolti…dei “secondi attori”. Va sottolineata poi l’importanza dell’aspetto culturale e didattico di un percorso con i burattini, in quanto prevede l’accostarsi a tecniche teatrali che stimolano nei ragazzi la creatività e l’immaginazione, per una ecologia della mente. I burattini di Cappuccetto Rosso, favola animata, rispecchieranno per certi versi i personaggi della commedia dell’arte e degli spettacoli di burattini tradizionali. Una scenografia semplice: un drappo scuro farà da teatrino e allestimento scenico, sarà la casa della nonna e il ventre del lupo, il bosco pieno di fiori e la casa di Cappuccetto Rosso, attrice e burattino. Linguaggi: teatro d’attore e dei burattini