( U.S.A. )
30/07/2006
Giardini della Rocca dei Rettori
Ore 22,00 Benevento
Klezmatics, giovani musicisti del Lower East Side di New York, hanno studiato l'idioma della tradizionale musica delle feste ebraiche dell'Est Europa, conosciuta come klezmer, e se ne sono impadroniti, apportandovi sensibilità contemporanee, combinando identità e misticismo ebraico con lo spirito del nostro tempo. Creatori quindi di un nuovo klezmer, in cui si mescolano avanguardia classica e pop, folk, rock, jazz, heavy metal, sin dall'esordio, datato 1986, i Klezmatics hanno registrato il tutto esaurito nei loro spettacoli nel Nord e Sud America, e in tutta Europa, comprese le apparizioni ai tanti festival, Womad di Peter Gabriel, Jazz di Montreal, Folk di Philadelphia o Klezmer di Safed, in Israele. Hanno raggiunto le case di milioni di telespettatori, tramite la CBS , la BBC , la MTV. I loro progetti annoverano collaborazioni così varie quanto creative: dal virtuoso del violino Itzhak Perlman alla cantante israeliana Chava Alberstein, dal poeta Allen Ginsberg all'attore Robin Williams, dagli artisti della scena downtown newyorkese Elliot Sharp, John Zorn e lo stesso Marc Ribot agli ex Led Zeppelin Robert Plant e Jimmy Page, ai membri del Flying Karamazov Brothers. I Klezmatics hanno lavorato con la compagnia Los Angeles Modern Dance and Ballet, hanno scritto le musiche per piece di danza della coreografa Twyla Tharp, per i registi Jonathan Berman (The Shvitz) e Greg Bordowitz (Fast Trip, Long Drop), e per la produzione dell'Hartford Stage di Mark Lamos “The Dybbuk”, su adattamento del drammaturgo Tony Kushner, vincitore del Premio Pulitzer (Angels in America).
Dediti ad una intensa attività dal vivo, i Klezmatics hanno intrapreso in questi ultimi anni molti tours mondiali, sono stati in cartellone al Montreal Jazz Festival, ad alcuni Festival Womad legati all'etichetta di Peter Gabriel, e hanno girato tutto il Sudamerica insieme agli Inti Illimani. Hanno partecipato a numerosi special televisivi e radiofonici e composto musiche originali per alcuni balletti della coreografa statunitense Khevrisa . Klezmer non è tanto un repertorio o uno stile musicale quanto un atteggiamento di libera adesione alla musica e alla vita in tutti i loro aspetti: gioia e dolore, ironia e sentimento. Questi "ingredienti" vitali non sono mai separabili tra di loro e non si può chiudere la porta ad uno di essi senza escluderli tutti. La musica Klezmer è "musica dell'anima". Essa viene da un'interiorità profonda, e vuole raggiungere il cuore. Con i loro strumenti, i musicisti vogliono toccare l'animo dei loro ascoltatori (oltre al proprio) e creare emozioni. La loro musica esprime dolore e sofferenza, ma anche ilarità, esuberanza, presenza di spirito, ironia. Nonostante unisca melodie appassionate, ritmi vivaci ed atmosfere piene di colore in uno stile di esecuzione pervaso da grande entusiasmo ed intensità di espressione, la musica ebraica ha però sempre un sottofondo doloroso. E tuttavia, benché sia vero che la musica Klezmer esprima anche la sofferenza, essa non è un semplice gemito lamentoso, ma rappresenta con sincerità la vita concreta con i suoi sentimenti profondi. I klezmorim erano musicisti itineranti, e portavano la musica secolare (vocale e strumentale) nei matrimoni e nelle feste. I loro strumenti erano violini, viole, il cimbalom, flauti, ottoni e percussioni. Lo sviluppo di questa musica ebbe poi nuovo impulso nel settecento con l'apertura dei ghetti e con il diffondersi dello Chassidismo, movimento di riforma che attribuì grande importanza alla musica (non solo sacra ma anche secolare) nell'ambito devozionale. Nel nostro secolo le nuove persecuzioni furono causa di ulteriori migrazioni: quasi tre milioni di ebrei si spostarono dall' Europa dell'Est verso il nuovo continente. La loro musica non andò perduta, ma si mescolò al jazz e contribuì in modo determinante alla sua formazione. Nello stesso tempo si formò un nuovo tipo di musica klezmer che unì alla tradizione yiddish elementi della coeva musica americana, soprattutto jazz e swing.